La nostra storia
Società per l’Illuminazione Elettrica in Chiavenna
Negli anni successivi la società realizzò altri impianti in grado di soddisfare le esigenze dei residenti del tempo, non solo nell’ambito della illuminazione pubblica, ma anche in quello privato e delle attività artigianali.
Successivamente con l’avvento delle grandi società private prima e dell’ENEL dopo, tutte le centraline esistenti furono costrette a chiudere, in quanto gli impianti più grandi realizzati a monte, sottesero quelli di SIEC, privandoli così della materia prima. L’unico impianto che restò in attività fu Filippo.
Per SIEC allora iniziò un lenta ma continua riduzione del territorio di competenza a favore delle società più grandi finché, con la nazionalizzazione del settore dell’energia elettrica negli anni sessanta, rischiò la definitiva chiusura. In quell’occasione la società riuscì a sopravvivere grazie alla autoproduzione della sua storica centrale ed alla decisone di rinunciare al proprio patrimonio impiantistico, diventando una società mutualistica senza scopo di lucro. Dopo la liberalizzazione del mercato elettrico e la razionalizzazione del sistema di distribuzione a seguito del Decreto Legislativo n.79 del 16 marzo 1999 (Decreto Bersani), SIEC ha dovuto rimettersi in gioco e rivedere nuovamente gli ambiti di competenza.
Attualmente SIEC è titolare della concessione rilasciata dal Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato il 2 maggio 2001 per la distribuzione di energia elettrica nei comuni di Chiavenna e Prata Camportaccio. Gli utenti serviti dalla rete sono circa 6.700, di cui circa 800 sono utenze appartenenti ai soci della cooperativa.
Alla centrale storica si sono aggiunte altre due centrali: quella sul torrente Vertura nel Comune di villa di Chiavenna e quella sull’acquedotto Poirone nel Comune di S. Giacomo Filippo.
Scorcio del centro storico di Chiavenna, in una cartolina di inizio Novecento

Scorcio del centro storico di Chiavenna, in una cartolina di inizio Novecento

Il “Cantón” di Chiavenna, appena intitolato a Rodolfo Pestalozzi, in una cartolina risalente agli anni della costituzione della Società elettrica.
